MALATTIE NEURODEGENERATIVE: NUOVO FARMACO BLOCCA L’EVOLUZIONE DELLA CLN2

16 Maggio 2018

Ceroidolipofuscinosi neuronale di tipo 2 (CLN2): una patologia contro cui non ci sono terapie, una malattia degenerativa rara, e crudele, che porta alla distruzione del sistema nervoso centrale dei bambini. Questo, almeno, fino ad oggi; sì, perché è una novità di questi giorni il fatto che, adesso, la CLN2 può essere bloccata, grazie ad un nuovo farmaco che rimpiazza l’enzima di cui questi pazienti sono carenti.
È il risultato di una sperimentazione che è stata condotta su 23 bambini da quattro Centri internazionali, e che sono stati documentati da una recente pubblicazione sul New England Journal of Medicine.
Lo studio è durato 3 anni, ed è stato portato avanti dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, dal Centro Medico Universitario Hamburg-Eppendorf di Amburgo, dall’Ospedale Great Hormond Street di Londra, e dal Nationwide Children’s Hospital della Ohio State University a Columbus.

Nella fase 1, lo studio ha coinvolto (prima somministrazione di un farmaco negli umani) 23 bambini di varie nazionalità affetti da CLN2 allo stadio iniziale-intermedio. A tutti i bambini dello studio è stato infuso, direttamente a livello cerebrale, il farmaco contenente un principio attivo, chiamato cerliponase alfa, che sostituisce l’enzima carente nelle persone colpite da CLN2. L’effetto della terapia è stato considerato clinicamente significativo: l’87% dei bambini che hanno completato il trial non ha, infatti, subìto il declino motorio e del linguaggio atteso nella naturale evoluzione della patologia. La terapia ha già ottenuto l’approvazione della FDA – Food and Drug Administration, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici e dell’EMA – Agenzia europea per i medicinali, l’agenzia dell’Unione Europea per la valutazione dei farmaci.

Al Bambino Gesù lo studio ha riguardato sei bambini, presi in carico nel Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione con la collaborazione del Clinical Trial Center e di gruppi di ricercatori che si sono occupati di valutare i pazienti e di analizzare i risultati. «Abbiamo documentato che questo farmaco può arrestare la progressione della malattia, ma non ristabilire le condizioni neurologiche originarie del bambino – sottolinea Nicola Specchio, responsabile di Epilessie rare e complesse del Bambino Gesù – Per garantire ai pazienti una qualità di vita ottimale è quindi fondamentale la diagnosi precoce».
Oltre ai bambini inseriti nella sperimentazione, attualmente al Bambino Gesù vengono seguiti altri 12 pazienti con CLN2. Non solo: all’Ospedale Pediatrico della Santa Sede sono seguiti molti pazienti, oltre 400, con differenti malattie degenerative del sistema nervoso centrale.

La ceroidolipofuscinosi neuronale di tipo 2 è una malattia degenerativa rara del sistema nervoso centrale che inizia a manifestarsi nei bambini di 2 o 3 anni di età. L’alterazione del gene responsabile porta a una riduzione della sintesi di un enzima, il tripeptidil-peptidasi 1 (TPP1), necessario al normale funzionamento del cervello. Il deficit dell’enzima TPP1 causa, a sua volta, l’accumulo di una proteina, la lipofuscina, all’interno delle cellule, determinando morte neuronale e degenerazione celebrale. I bambini colpiti da questa malattia sembrano inizialmente sani, ma attorno al secondo anno di vita cominciano a manifestare i primi sintomi: ritardo di acquisizione del linguaggio e crisi epilettiche. In seguito le crisi diventano più frequenti, spaziando da convulsioni a episodi di natura mioclonica (spasmi muscolari violenti); compaiono disturbi della deambulazione con problemi di equilibrio; si manifestano difficoltà visive che gradualmente portano alla cecità e un progressivo deficit cognitivo. I bambini perdono tutte le competenze acquisite fino a raggiungere una condizione di vera e propria demenza. Il decorso della malattia è molto rapido.

«L’aspettativa di vita dei piccoli pazienti affetti da quella che fino ad ora è stata una malattia senza cura è purtroppo molto ridotta – aggiunge Specchio – Oggi, grazie alla nuova terapia enzimatica sostitutiva, per i bambini e le loro famiglie si apre una nuova epoca. Se diagnosticati e trattati precocemente, prima che la malattia produca i suoi danni, questi bambini potranno infatti condurre una vita normale o solo con minime disabilità. Per questo motivo è ipotizzabile l’inserimento della CLN2 tra le malattie ricercate attraverso lo screening neonatale».


Bibliografia


Schulz, A. et al. Study of Intraventricular Cerliponase Alfa for CLN2 Disease. N. Engl. J. Med. (2018). doi:10.1056/NEJMoa1712649

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