Ricordo di Marco Sarà (a cura di Francesca Pistoia)

25 Ottobre 2019

Dopo la triste notizia della prematura scomparsa del Dott. Marco Sarà, noi tutti, oggi, ci sentiamo un po’ più soli.
Gli amici, i colleghi di lavoro e i membri della comunità scientifica sono increduli e addolorati di fronte all’improvvisa perdita di una delle intelligenze più vivaci e brillanti del nostro panorama culturale.
Smarriti sono i pazienti che ne amavano la sincerità, la competenza e la creatività.
Noi tutti, oggi, siamo persino scontenti con lui perché, andandosene così, lascia incompiuta una strada di grande ispirazione che lo ha portato a porsi le domande giuste sul tema a lui più caro, la coscienza, ribaltandone teorie consolidate e proponendo approcci innovativi.
Dalla sua mente nasceva l’idea di esplorare la complessità residua dei networks cerebrali attraverso lo studio dell’entropia del segnale elettroencefalografico ed elettrocardiografico: dai suoi studi è emersa la possibilità di prevedere la storia naturale del recupero di coscienza in base ai valori dell’entropia residua, stratificando i pazienti e cercando di ipotizzarne le chances di recupero.
... e di entropia il Dott. Sarà era un portatore sano e chi lo conosceva ne apprezzava la vivace scompostezza, sempre trasparente.
Dalla sua mente nasceva anche un nuovo modo di studiare e classificare i pazienti con sindrome locked-in, identificandone i sintomi non-motori che esulavano dalle tutte le descrizioni tradizionali. Questa visione ha consentito lo sviluppo di nuovi approcci riabilitativi che aprivano uno spiraglio in vite rimaste senza speranza.
Dalle sue teorie nasceva anche l’idea di nuove possibilità terapeutiche, nella consapevolezza che la chiave di volta non è stimolare a tutti costi, come
finora ritenuto, ma rispettare il silenzio di un cervello che, talvolta, si restaura e trova nuove vie di sopravvivenza.
Dalle necessità quotidiane della sua pratica clinica emergeva l’esigenza di identificare le comorbidità dei pazienti con grave cerebrolesione acquisita, studiandone l’impatto sul recupero di coscienza e sul recupero funzionale: nasceva così una nuova scala clinica che, per poche ore, non è riuscito a vedere su carta stampata.
Il Dott. Sarà ci lascia un grande patrimonio di idee. Ora saprà certamente cosa è la coscienza.
Francesca Pistoia