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ott
02

La riabilitazione in Grecia sotto l’incudine del default

Pubblichiamo volentieri questo articolo della Drssa Maria Panourgia che ringraziamo sentitamente per questo contributo. 

 

 

La crisi in Grecia è iniziata dopo le ultime elezioni nazionali intorno alla fine di ottobre del 2009. Il popolo greco ha scoperto che durante il periodo 2004-2009, dopo un assurdo raddoppio del numero degli impiegati statali ed un esponenziale aumento delle spese dello stato, il deficit del paese ha raggiunto il 15%, mentre il governo uscente (che ha abbandonato il potere due anni prima della scadenza del mandato) dichiarava un deficit del 7%.

Da allora il caos… i tagli degli stipendi ed gli aumenti delle tasse stanno inginocchiando tutti ed in particolare la classe media. Negli ultimi 2 anni, se si fa un calcolo grossolano, i lavoratori ed i pensionati hanno subito la riduzione di almeno una mensilità e mezzo ed in settimana il governo sta preparando l’ennesima finanziaria (abbiamo perso il conto, se ne fa almeno una al mese) con nuovi tagli!

E’ ovvio che questa situazione influenza anche il settore della sanità e di conseguenza anche della riabilitazione. In Grecia non esiste, come intendiamo in Italia, il SSN; ogni categoria di lavoratori ha la propria mutua. In più sono pochissime e concentrate ad Atene le Unità di Riabilitazione degli Ospedali pubblici. La maggioranza dei trattamenti riabilitativi viene fatta da cliniche private che possono essere convenzionate o meno con tutte od alcune mutue. Inoltre esisteva già prima della crisi economica una disparità tra le varie mutue: alcune coprivano una vasta gamma di trattamenti per patologia, altre erano più restrittive.

In questi giorni i nostri Colleghi in Grecia sono in fermento. Giovedì si decide che tipo di tagli subirà anche il settore dei servizi riabilitativi ed è logico pensare che, come per tutti i settori, ci saranno riduzioni molto pesanti…

In tutto questo chi si troverà in difficoltà, oltre sicuramente ai professionisti del settore e le loro famiglie, sarà soprattutto l’utenza. Ho paura che si tornerà al punto in cui sarà “normale” la disabilità a seguito, ad esempio, di un ictus o di una grave frattura femorale e la riabilitazione sarà un privilegio solo della classe benestante, con tutte le conseguenze sociali ed economiche che questa situazione comporterà!

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1 commento

  1. fscarponi says:

    Brevissima nota sull’autrice:
    Maria Panourgia è nata in Grecia il 28 giugno 1973. Si è laureata in Medicina e si è specializzata in Geriatria in Italia. Attualmente lavora presso la UO di Neuroriabilitazione dell’IRCSS Fondazione Salvatore Maugeri , Istituto di Pavia. Ha recentemente partecipato come ospite alla trasmissione L’infedele su La7 su una puntata dedicata alla crisi in Grecia e in Italia

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