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XI Congresso SIRN

Verona, 5-7 Maggio 2011

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Studio BDNFe Stato Vegetativo

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La studio multicentrico volto a valutare il ruolo di fattore genetici nel recupero delle funzioni cognitive in pazienti in stato vegetativo (SV) a seguito di un trauma cranico.
L’ipotesi di partenza è che, accanto all’entità del danno, la riorganizzazione di circuiti neuronali necessaria per il recupero delle funzioni cognitive nei pazienti in SV possa essere influenzata da fattori variabili nel singolo individuo. In questa ottica intendiamo valutare se i polimorfismi del gene del brain-derived neurotrophic factor (BDNF) siano in grado di condizionare un differente recupero di pazienti in SV dopo un grave trauma cranico.

Il BDNF è una neurotrofina che ha un ruolo fondamentale nel modulare le modificazioni della efficienza sinaptica, in particolare quelle dipendenti da fenomeni di long term potentiation. Il gene che codifica per il BDNF presenta un frequente polimorfismo, in cui una valina (VAL) viene sostituita da una metionina (MET) al codone 66 (BDNF66MET invece di BDNF66VAL). Questo polimorfismo è relativamente comune, riscontrandosi nel 25-35% della popolazione caucasica. Il polimorfismo BDNF66MET ha delle conseguenze neuroanatomiche e funzionali nel soggetto sano, associandosi ad un ridotto volume dell’ippocampo e della sostanza grigia nella corteccia prefrontale e ad una minore memoria episodica. La nostra ipotesi di partenza è che il polimorfismo BDNF66MET, in pazienti in SV dopo un grave trauma cranico, possa condizionare una minore efficienza nei meccanismi di riorganizzazione sinaptica e, di conseguenza, un minor recupero delle funzioni cognitive.
Lo studio proposto è di tipo multicentrico retrospettivo in cieco, coordinato dalla Fondazione Istituto San Raffaele G. Giglio di Cefalù. Per ogni paziente reclutato verrà effettuata una tipizzazione genomica su linfociti ottenuti da un campione di sangue periferico alla ricerca del polimorfismo BDNF66MET (in eterozigosi o omozigosi). Di ogni paziente si dovrà fornire una misura del livello di compromissione delle funzioni cognitive utilizzando la scala LCF (levels of cognitive functioning). Il punteggio alla scala LCF dovrà essere valutato, in maniera retrospettiva sulla base della documentazione clinica, ai tempi T0 (valutazione basale ad 1 mese dal trauma), T1 (3 mesi dal trauma), T2 (6 mesi dal trauma) e T3 (1 anno dal trauma; questa determinazione sarà considerata opzionale). Lo studio verrà condotto in cieco, in quanto chi fornirà i dati clinici non sarà a conoscenza del genotipo del paziente così come chi effettuerà la tipizzazione genomica non sarà a conoscenza di dati clinici. Si valuterà quindi il grado di recupero in relazione alla presenza o meno del polimorfismo BDNF66MET. Stimando una frequenza media del polimorfismo pari a circa il 30%, si ritiene di dover reclutare 80-100 pazienti in maniera da identificare 24-30 pazienti portatori del polimorfismo BDNF66MET da confrontare con la restante popolazione con l’allele BDNF66VAL in omozigosi. I principali criteri di esclusione saranno un’età > 50 anni e la preesistenza di importanti patologie neurologiche o psichiatriche.
I risultati di questo studio potrebbero aiutare a meglio comprendere i meccanismi alla base dell’eterogeneità del recupero nei pazienti in SV post-traumatico nonché a definire più precisi criteri prognostici nel singolo paziente.

In caso di adesione allo studio, per ogni paziente reclutato, si dovrà essere in grado di fornire:
1) Un campione di sangue periferico per la tipizzazione del gene del BDNF.
2) Il punteggio LCF ad 1, 3, 6 e 12 mesi dal trauma (la valutazione a 12 mesi è opzionale).
3) Dati clinico-anamnestici del paziente.
Il protocollo di ricerca definitivo verrà inviato a tutti i centri aderenti dopo la sua approvazione da parte del Comitato Etico della Fondazione Istituto san Raffaele G. Giglio di Cefalù.
In ogni caso sono a tua completa disposizione per ogni chiarimento.

Cordiali saluti

Giuseppe Galardi

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